NASPI 2019 – dal 30 giugno al via le domande

Il personale della scuola precari e supplenti –  che sta per terminare il proprio incarico, può iniziare a chiedere, dal giorno successivo il termine del contratto, l’indennità di disoccupazione, detta anche NASPI.

L’ammortizzatore è rivolto ai precari della scuola, il cui contratto a tempo determinato scade solitamente nel mese di giugno. Come per tutti gli altri lavoratori, la Naspi inizia a decorrere dall’ottavo giorno successivo a quello della chiusura del rapporto di lavoro – previa presentazione della domanda.

Cos’è la NASPI e chi ne ha diritto

La Naspi è uno degli ammortizzatori sociali più importanti del nostro ordinamento e serve a garantire un indennizzo a chiunque abbia perso il posto di lavoro involontariamente.
Proprio come qualunque altro lavoratore che abbia perso il posto ha diritto all’indennità di disoccupazio
ne, così anche il personale della scuola, che termina il mandato può beneficiarne.

Chi può accedere alla Naspi.
Ne ha diritto chiunque:

abbia perso involontariamente il posto di lavoro (non contano quindi le dimissioni volontarie);
si trovi in stato di disoccupazione;
abbia maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni;
abbia maturato almeno 30 giornate di lavoro effettive negli ultimi 12 mesi,

e si trovi in una di queste posizioni:

dipendenti del settore privato;
apprendisti;
dipendenti della pubblica amministrazione con contratto a tempo determinato;
personale artistico con contratto subordinato;
soci lavoratori di cooperative con un contratto di lavoro subordinato.

Detto questo, gli insegnanti supplenti e a tempo determinato possono accedere all’indennità di disoccupazione se possiedono questi requisiti.
È sufficiente quindi che abbiano
lavorato almeno 30 giorni nell’arco dell’anno.

INFORMAZIONI E INVIO DELLE DOMANDE
Il Patronato ACLI fornisce consulenza e aiuto per la compilazione e l’invio della domanda di indennità NASPI.
Contatti per prendere appuntamento con i nostri consulenti: 0382 23057.